sabato 6 dicembre 2014
domenica 30 novembre 2014
Primarie PD
domenica 27 luglio 2014
venerdì 18 luglio 2014
giovedì 29 maggio 2014
La conversione di Fabrizio Gatta, grazie a don Tonino Bello
Il conduttore di Linea Blu e Linea Verde racconta come, nel suo cammino di fede, sia stato importantissimo il suo incontro con don Tonino Bello
giovedì 22 maggio 2014
In memoria di Uccio Caloro
lunedì 21 aprile 2014
domenica 20 aprile 2014
La Casa della Convivialità "don Tonino Bello"
Questa “Casa della Convivialità – don Tonino Bello” donata, in parte, da Antonio Torsello e Armando Torsello, acquistata con i sacrifici della Comunità, ristrutturata con il contributo dell’otto per mille della CEI e la generosità della Parrocchia, benedetta dal Signor Cardinale Angelo Bagnasco alla presenza del nostro Vescovo, S. E. Mons. Vito Angiuli, sia luogo privilegiato di accoglienza e di fraternità, sulle orme del Servo di Dio Don Tonino Bello.
Il Parroco, don Gigi Ciardo Alessano, 25 Aprile 2014












domenica 13 aprile 2014
Domenica delle Palme
"C'è l'ho con te Chiesa che ho l'onore di servirti. C'è ancora molta prudenza nelle tue scelte pastorali. Fai eccessivo affidamento sui tuoi vecchi repertori. Ti lasci troppo irretire dalla paura del cambio. E dai l'impressione di non esserti del tutto liberata dalla cautela di ricorrere ai fermenti mondani del potere e della gloria. Cambiare è possibile. Per tutti". don Tonino Bello
lunedì 10 febbraio 2014
L'antifascismo di Sel e della Boldrini
Scritto da Diego Fusaro
Prosegue, sui “social networks” e sui giornali, sulle televisioni e sulle radio, lo scontro tra la Presidente della Camera Laura Boldrini e gli esponenti del “Movimento 5 Stelle”, etichettati come fascisti, sovversivi, squadristi, nemici della democrazia. Il coro virtuoso del politicamente corretto non smette di denunciare ogni possibile resistenza, di delegittimare ogni forma di opposizione: lo fa richiamando nevroticamente il passato (fascismo, squadrismo, ecc.), con il solo obiettivo di glorificare integralmente il presente e le contraddizioni che lo innervano; di modo che gli abitatori dell’odierno paesaggio desertificato dalla crisi e signoreggiato dalla finanza e dalla dittatura eurocratica si illudano senza sosta di vivere in un mondo libero se confrontato con gli orrori di cui il passato è stato capace.
Sessismo, antifascismo, lotta contro lo squadrismo e contro i sovversivi neofascisti grillini: quanti alibi, signora Boldrini, per poter essere volgarmente apologeti della finanza, del capitale e delle banche che stanno portando alla rovina del nostro popolo. Quanta insistenza sul passato è necessaria per non vedere il presente? Quanto occorre insistere sugli orrori fortunatamente estinti per far sì che la gente non si accorga nemmeno più di quelli oggi dominanti? Quanta foga nel denunciare tutte le violenze che non siano quelle silenziose dell’economia e del mercato! Il manganello oggi ha cambiato forma, ma si fa ugualmente sentire: si chiama violenza economica, taglio delle spesa pubblica, precariato, rimozione dei diritti sociali, selvagge politiche neoliberali all’insegna dello “Stato minimo”. Provi a chiederlo ai giovani, che fin dalla tenera età vengono vergognosamente bombardati con la retorica anticomunista e antifascista e, insieme, subiscono sulla loro carne viva, nel silenzio generale, le conseguenze della violenza economica dei rapporti di forza capitalistici.
È un vero peccato, signora Boldrini, che lei e il suo partito non diciate nulla contro questo nuovo manganello, non meno odioso di quello precedente. È un vero peccato che per voi libertà, emancipazione e comunismo siano ormai la semplice riproduzione tautologica dell’esistente pienamente reificato, del presente totalmente amministrato dal potere della finanza e dalla violenza economica che, come il vecchio manganello, continua a percuotere gli ultimi. È un vero peccato che per voi i fascisti siano sempre e solo quelli che provano a combattere contro il fascismo e che i violenti siano sempre e solo quelli che provano a contrastare la violenza economica oggi dominante su tutto il giro d’orizzonte.
Non si può, del resto, chiedere troppo a un partito come Sel: un partito che ha abbandonato il sogno marxiano dell’emancipazione sociale per aderire all’incubo del finanzcapitalismo; che fa dell’antifascismo in completa assenza del fascismo l’alibi per accettare silenziosamente la contraddizione capitalistica e i rapporti di forza egemonici; che illude il suo elettorato che il massimo grado di emancipazione possibile sia il matrimonio gay e la distruzione della famiglia tradizionale; che pensa che il nemico oggi sia il comico Beppe Grillo e non la finanza internazionale che svuota la sovranità democratica degli Stati e produce genocidi finanziari come quello che si sta abbattendo sul popolo greco. Il primo compito di un comunista, diceva Louis Althusser, è quello di non raccontare e di non raccontarsi delle storie. Anche in questo, signora Boldrini, emerge nitidamente il vostro disinvolto transito, armi e bagagli, dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale.
















