giudei
martedì 21 aprile 2015
sabato 6 dicembre 2014
domenica 30 novembre 2014
Primarie PD
Elezioni Primarie per la scelta del Candidato presidente alla Regione Puglia
Sezioni di Alessano e Montesardo:
Michele Emiliano 250
Dario Stefano 63
Guglielmo Minervini 49
Bianche 1
Nulle 1
domenica 27 luglio 2014
venerdì 18 luglio 2014
giovedì 29 maggio 2014
La conversione di Fabrizio Gatta, grazie a don Tonino Bello
Il conduttore di Linea Blu e Linea Verde racconta come, nel suo cammino di fede, sia stato importantissimo il suo incontro con don Tonino Bello
La conversione di Fabrizio Gatta, il noto conduttore di Linea Blu e Linea Verde passa dal Salento. Il famoso presentatore racconta come, nel suo cammino di fede, sia stato importantissimo il suo incontro con don Tonino Bello. “L’incontro con don Tonino Bello”, ci conferma Fabrizio Gatta, “è stata un’illuminazione forte. E’ stato da allora che ho messo l’anello con il Padre Nostro al dito e non l’ho mai più tolto”.
Questo “incontro” è avvenuto in particolar modo nel maggio del 2011. Fabrizio Gatta aveva chiesto alla direttrice della rivista di turismo e cultura del Salento, Spiagge, Carmen Mancarella di proporgli alcuni luoghi meno noti dove fare le riprese di Linea Blu, programma di cui lui era oltre che conduttore anche coautore. Il tema era UN MARE DI … “Dopo aver proposto a Fabrizio UN MARE di… APPRODI le cui riprese partirono da Castro per raccontare l’approdo di Enea a poi, l’approdo dei bizantini nella Cripta dei Santi Stefani a Poggiardo, proposi anche UN MARE DI… FEDE tra Santa Maria di Leuca, dove sorge un bellissimo santuario, Leuca Piccola, meta di pellegrinaggi, e Alessano la città dove è nato don Tonino Bello. Fabrizio non conosceva don Tonino, ma accettò di buon grado l’idea di dedicare una puntata ad un mare di… fede”.
Quando il noto conduttore arrivò nella casa di don Tonino Bello ad Alessano venne accolto dai fratelli di lui (Marcello e Trifone) e da Giancarlo Piccinni, presidente della fondazione Don Tonino Bello. Si interessò molto al pensiero di don Tonino, ricordato soprattutto come vescovo di Molfetta e da poco proclamato Beato. Ma non voleva andare sulla tomba, perché, diceva, sarebbe stata una cosa triste fare le riprese al cimitero. Invece si lasciò convincere e scoprì che la tomba di don Tonino Bello è un luogo di gioia dove i pellegrini si raccolgono in preghiera e dove i giovani si danno convegno per stare insieme cantare e suonare la chitarra. Fabrizio percepì subito l’atmosfera positiva di quei luoghi e decise di intervistare lì il presidente della Fondazione, Piccinni, che gli raccontò l’amore che don Tonino aveva per il mare e in particolar modo per il mare di Leuca. Sul più bellò arrivò vicino alla tomba anche il piccolo Tonino Bello, nato da pochi giorni, con i suoi genitori, nipoti di don Tonino. E fu una grande emozione.
Don Tonino Bello pregava Dio perché divenisse la sua Ala di Riserva. Era il fautore della Chiesa della Stola e del Grembiule: una chiesa che predicava la dottrina, ma, che, con il grembiule, si metteva al servizio dell’umanità, specie quella più sofferente. Infatti divenuto vescovo di Molfetta aveva letteralmente trasformato il vescovado nella casa alloggio dei più umili: immigrati, ladri, prostitute, ragazze madri… Aveva per tutti una parola di consolazione e di coraggio. Girava per Molfetta con un’umile ‘500, non aveva voluto servi e autisti. Al posto della croce d’oro indossava una croce di legno, al petto. E’ stato un papa Bergoglio ante litteram. E’ morto ad appena 58 anni, nel ‘93 dopo aver partecipato alla marcia per la Pace a Sarajevo. Tra i suoi scritti più belli, Maria, donna dei nostri giorni, in cui lui attualizza la figura di Maria e la fa vivere nelle sofferenze quotidiane delle donne dei nostri giorni. E’ un libro-preghiera rivolto a Maria, un grande messaggio di fede e di speranza.
Fonte: http://www.affaritaliani.it
giovedì 22 maggio 2014
In memoria di Uccio Caloro
In memoria di Uccio Caloro
Oggi Alessano
si è svegliata più povera.
Ha perso uno
dei suoi migliori figli e dei principali punti di riferimento culturali ed
intellettuali.
E'
pleonastico, da parte mia, ricordare la figura di Uccio Caloro, la cui levatura
ed il cui spessore come uomo di cultura sono ben noti anche al di là dei
confini nazionali.
Uccio ha
dedicato la sua vita alla ricerca delle nostre radici, e lo ha fatto indagando
ed approfondendo ogni tematica del passato locale. E da ottimo cultore della storia
qual'era, ha trasfuso la sua ricerca in numerose opere apprezzate e studiate
dal mondo accademico.
Ma i suoi
allori ed i suoi meriti non hanno minimamente scalfito la sua semplicità di
uomo: del resto, è una virtù dei grandi restare semplici.
Ed Uccio era
un uomo semplice, disponibile, vicino a tutti e legato agli amici: fu il primo,
quando nacque mio figlio Marco, ad accorrere in Ospedale per fotografarlo e
farmene un ricordo.
Io, che posso
dire di aver avuto il privilegio di essere stato suo amico, ricordo l'enfasi e
l'entusiasmo con cui mi comunicava di aver messo in cantiere una nuova opera
letteraria o una nuova ricerca storica, e mi invitava a visionarla in
anteprima, pronto ad accettare ogni giudizio ed ogni consiglio. Ed ero tra i
primi a ricevere in dono da Uccio la sua nuova stampa.
Un uomo
semplice a cui però la vita non ha risparmiato dolori ed angosce; fra tutti, il
dolore più grande che si possa provare, la perdita di un figlio, che lascia nel
cuore una ferita che non smette mai di sanguinare. Ma insieme la gioia della
presenza di Lina, sua compagna di vita, che gli ha dedicato tutta se stessa assistendolo
amorevolmente fino all'ultimo istante.
Tuttavia il
nostro Uccio ha sempre e con fermezza saputo superare ogni ostacolo e dare un
senso alla sua vita con lo studio e la ricerca.
Lo vedo
ancora, nell'ultimo periodo in cui la vista lo stava progressivamente
abbandonando, seduto alla sua scrivania, a leggere e scrivere aiutato da una
grossa lente d'ingrandimento. Ed io riflettevo: non è la lente ad ingrandire il
suo mondo, ma la sua presenza ed il suo impegno.
Oggi Uccio non
c'è più; è vicino a suo figlio Gabriele ed a mio figlio Marco, che pure ha
amato.
A noi resta un
ricordo, un bellissimo ricordo di Uccio Caloro. Ciao Uccio, non ti dimenticheremo
mai.
Tonino
Casarano
Etichette:
Alessano,
Antonio Caloro,
Antonio Casarano
Ubicazione:
Alessano LE, Italia
Iscriviti a:
Commenti (Atom)















