martedì 26 novembre 2013

Silvio non muore mai

È finita. Politicamente è finita anche se Silvio Berlusconi continuerà a fare il leader dell’opposizione, a dettare l’agenda, a salire al massimo nei sondaggi e dei consensi. Questa sera, votata la decadenza, la persecuzione giudiziaria personale senza precedenti al mondo (vent’anni di inchieste, processi, intercettazioni) raggiungerà il suo primo obiettivo. Un successo che ha trascorsi analoghi alla ramazza di Mani Pulite che spazzò via i partiti di governo risparmiandone uno che contava poco (il Msi) e un altro (il Pci) che voleva contare pur non avendo i voti. È finita anche se Berlusconi - scommetteteci - lotterà ancora, perché l’uomo è fatto così: non muore mai. Resuscita sempre, e sempre fa il miracolo costringendo i detrattori a industriarsi a trovare un’altra strada - giudiziaria - per farlo fuori. Stavolta però è diverso. I processi Mediaset, Ruby e le telefonate Unipol, col tutto quel coté di follie ad essi collegato, segnano un punto di non ritorno. Consegnano alla storia la viltà di una politica pavida che ha tollerato e permesso a un organo dello Stato di amministrare la giustizia a fini politici. Non ci interessa inveire contro l’intera magistratura. Ci preme dimostrare a forcaioli e giacobini, a cacasotto e quaquaraqua, che Berlusconi è un perseguitato. Girate pagina, dimostrateci il contrario. E se non ci riuscite, vergognatevi.

Gian Marco Chiocci

lunedì 25 novembre 2013

Decadenza, la lettera integrale di Berlusconi ai senatori Pd e M5s


Colleghi Senatori,
come mi avete già sentito dire io sogno un’Italia in cui lo scontro politico non cancelli il rispetto per le persone e per le regole democratiche. Noi e Voi siamo avversari politici, ma non per questo dovrebbe venir meno il rispetto reciproco come persone che hanno una dignità e come cittadini che hanno dei diritti. Con Voi senatori del Partito Democratico, inoltre, abbiamo formato un governo di larghe intese per fermare la crisi economica e varare finalmente delle riforme istituzionali. Questo governo che abbiamo formato insieme per gli interessi superiori del Paese presupponeva di per sé, all’atto stesso della sua formazione, un clima politico più sereno, collaborativo e dialogante fra tutte le forze politiche della maggioranza.

Così non è stato, ma resto convinto che senza un’autentica pacificazione, cioè una legittimazione reciproca fra le grandi forze politiche, l’Italia non conoscerà mai quella normalità politica che contraddistingue la vita di tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente. Questo concetto vale anche per Voi, giovani senatori del movimento Cinquestelle. Molti di Voi – ne sono certo – sono animati da una autentica passione politica e da un sincero amore per l’Italia. La Vostra opposizione è chiara, trasparente e determinata. La Vostra indignazione e la Vostra opposizione ai mali di questo Paese è anche in gran parte fondata e comprensibile.

Per questo mi appello anche a Voi: non sacrificate mai le Vostre ragioni politiche ma esercitatele sempre nel rispetto degli avversari politici, per quanto distanti siano da Voi, e per i principi fondamentali della democrazia e della libertà. Per questo Vi chiedo di riflettere davvero nell’intimo della Vostra coscienza, anche se il voto è palese, anzi tanto più in quanto è palese, prima di prendere una decisione che, più ancora che la mia persona, riguarda la nostra democrazia. Vi chiedo di valutare attentamente le nuove prove, le testimonianze e i documenti che sono emersi dopo la sentenza della Cassazione.

 Questi documenti ribaltano completamente la tesi accusatoria che ha condotto alla mia condanna e alle conseguenze sul mio stato di parlamentare. Da un punto di vista strettamente giudiziario, queste prove condurranno necessariamente a una revisione del processo, ma da un punto di vista politico impongono in modo incontrovertibile di rimandare il voto del Senato sulla mia decadenza. Sarebbe una macchia incancellabile su questo Parlamento se venisse presa una decisione senza tener conto dei nuovi elementi che riapriranno il processo togliendo alla sentenza quella “definitività” che è il presupposto ineludibile della Vostra pronuncia e prima ancora che si esprima la Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione Europea sulla retroattività della legge Severino. 

Lasciate che si esprima la magistratura sia in Italia che in Europa prima di prendere una decisione che potrebbe successivamente essere sconfessata. In caso contrario, Vi assumereste una grave responsabilità.

Far decadere dal Parlamento un leader politico che è stato più volte Presidente del Consiglio e che ha rappresentato per molti anni l’Italia sulla scena internazionale, manderebbe alla comunità mondiale un segnale e un’immagine dell’Italia in cui le divisioni politiche giungono fino al punto di eliminare un protagonista della politica che rappresenta milioni di elettori. Arrivano persino a calpestare i principi essenziali della vita democratica.

Riflettete dunque, colleghi Senatori, riflettete prima di prendere una decisione così grave. Non lasciate che nella Vostra coscienza le convenienze politiche del momento prendano il sopravvento sulla verità e sulla giustizia.

Non assumeteVi una responsabilità che graverebbe per sempre sulla Vostra immagine, sulla Vostra storia personale, sulle Vostre coscienze. Una responsabilità di cui nel futuro dovreste vergognarvi di fronte ai Vostri figli, ai Vostri elettori, di fronte a tutti gli italiani. 

Vi ringrazio
Silvio Berlusconi

 

martedì 5 novembre 2013

Immaginare dieci tessere di partito per un Pd da rinnnovare

Immaginare dieci tessere di partito per un Pd da rinnnovare

Una tessera che ha valore economico e per la quale viene stabilito un numero massimo di copie. Ogni possessore di tessere può comprarle dagli altri, pagando in dollari o sterline, o, per gli amici di Bagnai, in Euro A, ed un algoritmo permette ad ogni possessore di almeno dieci tessere di emetterne un'altra. Vince il congresso chi riesce ad arrivare allo schema 35 di Candycrush, quello dove Cuperlo è naufrago su un'isoletta con D'Alema. Fra plutocrazia e la WII.

2. La tessera microchip - Cosa c'e' di male in un frammento di silicio sotto pelle? Chi accusa alieni e spectre varie di controllarci di solito ha già un piercing, due tatuaggi e scrive tutti i suoi commenti su facebook. E poi leggono gli articoli di Assange in cartaceo che non si sa mai. Per la Anonymous (yeah, right) Generation, una tessera sotto pelle, che raccoglie le sensazioni dell'iscritto e cambia le sue preferenze in maniera liquidissima. Quando arriva a Firenze, diventa Renziano, poi lo multano e diventa Civatiano, entra in un ristorante ed al conto diventa Cuperliano, cioè paga alla romana, esce ed appena un piccione lo colpisce, impreca come un Pittelliano. Per la Generazione Maddechè.

3. La tessera ayurvedica - Cosa fare delle tessere, anno dopo anno? Facile, che si stampino con il compost o con una sostanza organica, con dentro un seme di qualche pianta. Una volta che è passato l'anno in questione, si può interrare ed aspettare. Sarete sorpresi di veder crescere qualche olivo, rose a forma di pugno e tantissimi garofani. Per i nostalgici del PSI convertiti al buddismo.

4. La crowd-tessera - Una tessera enorme, spropositata, maggioritaria, nel senso che copre almeno due ettari di aree verdi convertite a discarica abusiva. La macro tessera è ottima per quei gruppi di iscritti al Pd che si vogliono iscrivere ma non sanno se alla fine sia un danno. Insomma, una tessera polivalente, per piccole comunità ed una volta piazzata su un circolo, o spostala. Per massimalisti e caporioni. Utile avere anche capibastone che fustighino sulle terga chiunque non porto la tessera come si deve.

5. La tessera tombale o Club Nazzari - Perché impedire ai morti di votare? A volte uno magari decede pochi giorni prima del voto, non è giusto che per un inconveniente una persona dabbene non possa esercitare la propria preferenza. Allora, che si emettano delle tessere anche per i morti, i cari estinti. Come un lumicino al cimitero, mica lo paga il de cuius, ma la famiglia. Una bella tessera Amedeo Nazzari, aperta a tutti. Con il rischio di trovarci Berlinguer o Togliatti segretari. Per gli amati e contro chi polemizza per i voti di chi non e' fra noi. Con una matita. Ma in spirito i voti permangono.

6. La tessera ad honorem - Quante volte vi siete comportati bene, civilmente, non avete retwittato Gasparri e magari leggetel'Unità con fare interessato? Ecco, per voi, anche se non la volete, si, lo so, e dai...eccola qui, beccatevela, la Tessera Ad Honorem, quella che hai anche se non lo sai. Un amico gentile vi ha iscritto a vostra insaputa, semplicemente perché siete bravi. Per te...a proposito, mi diresti quando sei nato, dove abiti e mi presteresti 25 Euro?

7. La tessera tematica - Bei tempi quelli di Arci Ambiente ed Arci Caccia, ed in mezzo Arci Selvaggina. Ognuno aveva un'Arci. C'era anche l'Arci Arci, per i soci Arci che volevano partecipare all'Arci. E se usassimo lo stesso metodo con le tessere del Pd? Per ognuno una tessera tematica, quella per gli Emo, i pensionati, le minoranze etniche, i pisani. Anche una per 'Quelli della Leopolda', i 'Civatisti' e poi tessere con le targhe, le frasi simpa tipo tronchetto della felicita'. Da vendere agli autogrill, fra le catene di ciucci e l'ultimo disco di Vasco Rossi.

8. La tessera Panini - Per i warlord del partito, tessere adesive. Funziona così: all'iscritto viene emessa una tessera in plastica ed una copia con foto tipo figurine Panini. Lui allora decide di affidarla a chi rappresenta la sua mozione a cui la segreteria nazionale affida un megaalbum degli iscritti. Il candidato alla segreteria a quel punto chiede alla Commissione Elettorale, composta da Veltroni, Gianni Minà e dieci nerd degli anni Ottanta di attaccare le figurine. Vince chi va più vicino a completare l'album. Le figurine si possono scambiare in congressi di manca/celo od usando metodo della torre o gioco del muro. Per Veltroniani nostalgici di Facchetti.

9. La tessera con i punti - Molti si lamentano che la tessera non da' diritto a nulla, a parte un amico in comune o provincia od acquistare due o tre che in paese ti salutano con amore prima dei congressi Pd. Allora, che ne dite di una tessera a punti, tipo quella della Coop o del benzinaio? Ogni volta che la rinnovi o convinci un parente, ti becchi dieci punti e, quando arrivi a duemila punti, ti regalano la bambolina di Renzi, o dieci instant book di Civati. Tutti su temi diversi. Con 5000 punti, ti becchi una pizza surgelata alla Pittella (con cozze e patate, Bruxelles style), se avete raccolto 50.000.000 punti siete D'Alema.

10. Il raccoglitessere che diventa un cubo - Come fece Daniele Silvestri con il suo omonimo disco, una bella tessera che diventa cubo. Arriva in un cartonato e puo' diventare, piegando le alette e seguendo le istruzioni, diventa un oggetto da arredamento. Purtroppo, nei primi esemplari le istruzioni le ha scritte Stumpo e, invece che un cubo, viene fuori un giaguaro. Per i fan degli origami e del katzu curry senza curry.


A voi la scelta. di partito per un Pd da rinnnovare

Io la tessera del Pd ce l'ho. Quando la presi, fu un evento. Ci misi quasi sei mesi per ricevere a Londra, attraverso passaggi di mano e magheggi da tascone di Campione d'Italia, questo rettangolino di carta, tutto colorato rosso e verde. L'amico a cui avevo pagato quella che chiamavo 'la retta', mi diceva, tranquillo, arriva, arriverà, era a Roma, ora ce l'ha Marco che è in Giappone, ma torna fra due mesi.

Io me la immaginavo, la mia tessera del Pd, sospesa sugli Oceani, curiosa in un paese dove magari dicevi Pd e voleva dire roba brutta. La pensavo nascosta in una valigia, fare capolino alla ricerca di un modello economico e sociale che potesse funzionare, il Giappone con tasso di risparmio e distribuzione demografica all'italiana, la Corea con la sua spinta propulsiva all'innovazione. Ed in mezzo le economie in trasformazione. La tessera affamata di cambiamento, pronta ad essere usata al primo congresso, sventolata, con io sotto che urlo 'vogliamo cambiare! Vogliamo di qui, di la, maremma butriola! Viva l'Italia'.

Insomma, io mi aspettavo una rivoluzione possibile, vera. Invece, un giorno anonimo e grigio di due anni fa la tessera è arrivata, quasi in silenzio. Senza cerimonie. Lanciata come una lama di ninja fra un pacchetto di patatine e mezza pinta di lager. L'amico mi ha detto 'hai visto? Ci è voluto un po', ma alla fine...' Io gli ho fatto notare che, ancora un mese e alla tessera dovevo trovargli un asilo, ma andava bene cosi'.

E questo, pensai, è il partito riformista, quello che vuole cambiare il paese, renderlo moderno, innovativo. Dove, ancora, conta il pezzo di carta, il lasciapassare, il salvacondotto. Allora, se dobbiamo continuare a concepire un partito dove contano solo i tesserati, proviamo a cambiare qualcosa, ispirandoci davvero alle nuove rivoluzioni tecnologiche.

1. La tessera bit-coin - Una tessera che ha valore economico e per la quale viene stabilito un numero massimo di copie. Ogni possessore di tessere può comprarle dagli altri, pagando in dollari o sterline, o, per gli amici di Bagnai, in Euro A, ed un algoritmo permette ad ogni possessore di almeno dieci tessere di emetterne un'altra. Vince il congresso chi riesce ad arrivare allo schema 35 di Candycrush, quello dove Cuperlo è naufrago su un'isoletta con D'Alema. Fra plutocrazia e la WII.

2. La tessera microchip - Cosa c'e' di male in un frammento di silicio sotto pelle? Chi accusa alieni e spectre varie di controllarci di solito ha già un piercing, due tatuaggi e scrive tutti i suoi commenti su facebook. E poi leggono gli articoli di Assange in cartaceo che non si sa mai. Per la Anonymous (yeah, right) Generation, una tessera sotto pelle, che raccoglie le sensazioni dell'iscritto e cambia le sue preferenze in maniera liquidissima. Quando arriva a Firenze, diventa Renziano, poi lo multano e diventa Civatiano, entra in un ristorante ed al conto diventa Cuperliano, cioè paga alla romana, esce ed appena un piccione lo colpisce, impreca come un Pittelliano. Per la Generazione Maddechè.

3. La tessera ayurvedica - Cosa fare delle tessere, anno dopo anno? Facile, che si stampino con il compost o con una sostanza organica, con dentro un seme di qualche pianta. Una volta che è passato l'anno in questione, si può interrare ed aspettare. Sarete sorpresi di veder crescere qualche olivo, rose a forma di pugno e tantissimi garofani. Per i nostalgici del PSI convertiti al buddismo.

4. La crowd-tessera - Una tessera enorme, spropositata, maggioritaria, nel senso che copre almeno due ettari di aree verdi convertite a discarica abusiva. La macro tessera è ottima per quei gruppi di iscritti al Pd che si vogliono iscrivere ma non sanno se alla fine sia un danno. Insomma, una tessera polivalente, per piccole comunità ed una volta piazzata su un circolo, o spostala. Per massimalisti e caporioni. Utile avere anche capibastone che fustighino sulle terga chiunque non porto la tessera come si deve.

5. La tessera tombale o Club Nazzari - Perché impedire ai morti di votare? A volte uno magari decede pochi giorni prima del voto, non è giusto che per un inconveniente una persona dabbene non possa esercitare la propria preferenza. Allora, che si emettano delle tessere anche per i morti, i cari estinti. Come un lumicino al cimitero, mica lo paga il de cuius, ma la famiglia. Una bella tessera Amedeo Nazzari, aperta a tutti. Con il rischio di trovarci Berlinguer o Togliatti segretari. Per gli amati e contro chi polemizza per i voti di chi non e' fra noi. Con una matita. Ma in spirito i voti permangono.

6. La tessera ad honorem - Quante volte vi siete comportati bene, civilmente, non avete retwittato Gasparri e magari leggetel'Unità con fare interessato? Ecco, per voi, anche se non la volete, si, lo so, e dai...eccola qui, beccatevela, la Tessera Ad Honorem, quella che hai anche se non lo sai. Un amico gentile vi ha iscritto a vostra insaputa, semplicemente perché siete bravi. Per te...a proposito, mi diresti quando sei nato, dove abiti e mi presteresti 25 Euro?

7. La tessera tematica - Bei tempi quelli di Arci Ambiente ed Arci Caccia, ed in mezzo Arci Selvaggina. Ognuno aveva un'Arci. C'era anche l'Arci Arci, per i soci Arci che volevano partecipare all'Arci. E se usassimo lo stesso metodo con le tessere del Pd? Per ognuno una tessera tematica, quella per gli Emo, i pensionati, le minoranze etniche, i pisani. Anche una per 'Quelli della Leopolda', i 'Civatisti' e poi tessere con le targhe, le frasi simpa tipo tronchetto della felicita'. Da vendere agli autogrill, fra le catene di ciucci e l'ultimo disco di Vasco Rossi.

8. La tessera Panini - Per i warlord del partito, tessere adesive. Funziona così: all'iscritto viene emessa una tessera in plastica ed una copia con foto tipo figurine Panini. Lui allora decide di affidarla a chi rappresenta la sua mozione a cui la segreteria nazionale affida un megaalbum degli iscritti. Il candidato alla segreteria a quel punto chiede alla Commissione Elettorale, composta da Veltroni, Gianni Minà e dieci nerd degli anni Ottanta di attaccare le figurine. Vince chi va più vicino a completare l'album. Le figurine si possono scambiare in congressi di manca/celo od usando metodo della torre o gioco del muro. Per Veltroniani nostalgici di Facchetti.

9. La tessera con i punti - Molti si lamentano che la tessera non da' diritto a nulla, a parte un amico in comune o provincia od acquistare due o tre che in paese ti salutano con amore prima dei congressi Pd. Allora, che ne dite di una tessera a punti, tipo quella della Coop o del benzinaio? Ogni volta che la rinnovi o convinci un parente, ti becchi dieci punti e, quando arrivi a duemila punti, ti regalano la bambolina di Renzi, o dieci instant book di Civati. Tutti su temi diversi. Con 5000 punti, ti becchi una pizza surgelata alla Pittella (con cozze e patate, Bruxelles style), se avete raccolto 50.000.000 punti siete D'Alema.

10. Il raccoglitessere che diventa un cubo - Come fece Daniele Silvestri con il suo omonimo disco, una bella tessera che diventa cubo. Arriva in un cartonato e puo' diventare, piegando le alette e seguendo le istruzioni, diventa un oggetto da arredamento. Purtroppo, nei primi esemplari le istruzioni le ha scritte Stumpo e, invece che un cubo, viene fuori un giaguaro. Per i fan degli origami e del katzu curry senza curry.

A voi la scelta.